Da una parte abbiamo la drammatica conta quotidiana dei morti, un bollettino di guerra che in modo ormai freddo continua ad attraversare le case degli italiani. Dall’altra le tanti voci di coloro che annunciano trionfalistici l’arrivo della Fase 2, quella della riapertura. In mezzo vi sono i troppi medici e infermieri che ci hanno lasciato, ad oggi 167, sacrificati sull’altare della generosità e i tanti italiani che continuano ad andare in giro, anche senza una reale necessità, esempio di olimpionico egoismo e di totale mancanza di senso civico.

Eppure dobbiamo ripartire, dicono, in gran fretta per non vedere distrutto completamente il tessuto economico e per permettere alle persone di lavorare e quindi di poter vivere. Occorre quindi essere pronti perché presto saremo catapultati in una realtà surreale: costretti a lavorare e uscire normalmente ma fronteggiando ancora un nemico straordinario e pericoloso. Cosa dovrebbe riaprire nelle prossime settimane?

Una prima riapertura riguarderà le attività “a basso rischio” e potrebbe verificarsi già a partire dal 27 aprile. Questa prevedrà la messa in moto per le aziende della moda, dei mobilifici, del comparto automotive, del settore della pesca e dei cantieri edili. La vera data da segnare in rosso sarà però quella del 4 maggio. In questo caso il via libera sarà molto più generalizzato. Il premier Conte ha parlato di ripresa “delle attività produttive attualmente sospese”. Parole chiare che delineano però un quadro incerto, segnale evidente che un vero elenco delle attività che riapriranno potrà essere stilato solo pochi giorni prima.

Comunque l’impressione è che potrebbe esserci un netto “via libera” che porterebbe alla riapertura di quasi tutte le attività e alla possibilità di riprendere a praticare sport all’aria aperta. Vedremo come evolverà la situazione, se ci saranno differenze tra nord e sud ma la realtà parla chiaro e ci invita a tenerci pronti a scelte difficili che tutelino la nostra salute. Una salute che potrebbe essere ancora a rischio, anche durante la fase due.

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