/Se la vita è sacra perché uno sportivo viene considerato più del personale sanitario?

Se la vita è sacra perché uno sportivo viene considerato più del personale sanitario?

La vita è sacra”, si sente spesso dire, ed è innegabile che sia così. Eppure sembra che molto spesso la nostra società tenda a dimenticarlo. Come è possibile? Certo ognuno tiene, anche molto, alla sua pelle e a quella dei suoi cari ma di riflesso non dovrebbe attribuire molta importanza anche a quelle categorie che la nostra vita scelgono di difenderla? Stiamo parlando di medici, infermieri e oss, ovvero di tutto quel personale sanitario che viene continuamente dimenticato ma a cui poi affidiamo tutte le paure nei momenti più difficili della nostra vita.

Quanta importanza attribuisce la nostra società alla prestazione domenicale di un calciatore? Solo per fare un esempio celebre, tra i tanti sportivi nutriti a colpi di miliardi perché in grado di muovere le masse. Se attribuissimo almeno la metà di questa importanza al personale sanitario, non sarebbe forse più facile per loro lavorare? Certo si dirà che le due cose non sono collegate e di conseguenza non comparabili. Siamo però sicuri che di voler affidare la nostra vita, la speranza di vederci assistiti con umanità, e forse anche un po’ di affetto, a persone che come noi hanno i loro problemi da risolvere, una famiglia a casa che li aspetta e che sono di continuo costretti a turni massacranti per stipendi modesti?

Certo la loro può essere considerata una vocazione, la maggior parte sceglie di farlo amore nei confronti del prossimo e non certo per trovare un lavoro qualunque o per guadagnare chissà che stipendio mensile. Però come ogni lavoratore, anche loro meritano il tempo libero e condizioni di lavoro dignitose. Ci è voluta la pandemia per sbatterci in faccia il risultato di continui taglia alla sanità? E’ servito il coronavirus per dimostrare che stavano lavorando terribilmente sotto organico in un ambiente spesso molto difficile, anche sul piano emotivo.

Per questo vogliamo dire grazie a tutto il personale sanitario, ospedaliero nella sua interezza, compreso chi lavora in segreteria e chi gli ospedali li fa funzionare o li pulisce. Molti di loro hanno trascorso mesi lontani dalle proprie famiglie per non rischiare di essere contagiosi, sobbarcandosi tutte le difficoltà di una nazione in preda al panico. Sono stati chiamati angeli ma quando, si spera presto, tutta questa storia sarà passata non dimentichiamoci di loro. Ricordiamo che il gesto dello sportivo è utile al piacevole sollazzo quotidiano, e come tale dovrebbe essere gustato in modo sano, mentre il gesto del personale sanitario potrebbe salvarci la vita, tenderci un’attesa carezza o semplicemente salvaguardare il principio che “la vita è sacra”.