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Elena Ferrante: la saga dell'amica geniale


Elena Ferrante: la saga dell'amica geniale


Elena Ferrante pare essere il genio letterario del momento, nessuno sa chi sia, nessuno l’ha mai
vista ma tutti la conoscono.


Non c’è dubbio che sia uno pseudonimo ma nessuno è riuscito a scoprirne l’identità: c’è chi
millanta che si tratti di una vip, di una scrittrice famosa, c’è chi dice che in realtà siano più scrittrici.
Rimane un mistero.
Non è invece un mistero che la sua saga sia fra i libri più venduti e più letti del momento, tanto che
ci hanno fatto una serie tv. No, non ho visto la serie tv ma ho letto i libri.
Mi sono piaciuti? Siete curiosi?
L’amica geniale di Elena Ferrante
E’ obbligo buttar giù due righe per presentare i libri, magari ne avete sentito parlare ma non vi siete
decisi a legger la trama, magari non ne avete sentito parlare e non avete la più pallida idea (mi
spiace per voi).
Elena Greco e Raffaella Cerullo. Molto diverse e molto amiche.
Nel volume “L’amica geniale” si parla della loro infanzia, nel secondo “Storia del nuovo cognome”
si affronta la tarda adolescenza poi c’è “Storia di chi fugge e di chi resta” ovvero tra i trenta e i
quarant’anni ed infine “Storia della bambina perduta” in cui si affronta la vecchiaia.
Elena è ormai vecchia e di punto in bianco decide di scrivere la storia di un’amicizia: due bambine
diverse, una molto dotata ed intelligente con scarsi mezzi per poter studiare e l’altra che la prende a
modello e quasi la idolatra.
Poi un giorno Raffaella, Lila, scompare.
Elena ci racconta di come nonostante si siano perse non si è mai liberata della sua “amica geniale”.
Che ne è stato di Lila?
Elena Ferrante: il genio dietro l’opera
Sono in molti a definirlo un capolavoro. Io, onestamente, l’ho letto per capire se appunto lo fosse,
mi spiace per me non lo è. Non vi è dubbio che si tratti di una bella storia, a tratti interessante ma la
narrazione è troppo altalenante: si alternano momenti vivi, interessanti e suggestivi a momenti di
noia pura dove ci si impantana, sembra che la narrazione giri a vuoto e non si sa dove voglia andare
a parare.
Non mi sento di bocciarlo completamente ma neanche di esaltarlo così tanto, ci ho messo un bel po’
per finirli tutti e sinceramente non li rileggerei.
Voi cosa ne pensate?

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