Attualita       Pubblicata il

Matteo Renzi si dimetterà da segretario del Pd dopo la sconfitta elettorale


Matteo Renzi si dimetterà da segretario del Pd dopo la sconfitta elettorale


ROMA (Reuters) - Matteo Renzi si dimetterà da segretario del Pd dopo la sconfitta elettorale, ma aspetterà l'insediamento del nuovo Parlamento e la formazione del governo. Lo ha annunciato l'ex premier in serata affermando che il partito resterà all'opposizione e mai andrà al governo con forze estremiste e antisistema, riferendosi a Lega e M5s. Renzi ha ammesso che la sconfitta del Pd è stata "chiara ed evidente", anche se "chi ha vinto politicamente le elezioni non ha i numeri per governare". Il centrodestra è la prima coalizione ma non ha raggiunto la soglia del 40% ritenuta necessaria per avere la maggioranza assoluta in Parlamento. La Lega per la prima volta ha superato Forza Italia con consensi superiori al 17%, mentre il M5s è il primo partito con oltre il 30% dei voti. Il Pd, ha chiarito Renzi, resterà all'opposizione, non darà alcun sostegno a esecutivi dei partiti "estremisti". I democratici sono intorno al 19% sia alla Camera che al Senato e rischiano di essere il terzo o quarto partito per numero di seggi nel Parlamento che si riunirà per la prima volta il prossimo 23 marzo. "I cittadini italiani ci hanno chiesto di stare all'opposizione e lì staremo, non saremo stampella di un governo antisistema", ha detto, ribadendo il "no a un governo degli estremisti, no a un governo con gli estremisti". "Chi ha la forza per governare lo faccia, noi saremo responsabili", ha concluso l'ex premier. "E' ovvio che io lasci la guida del Pd", ha chiarito inoltre l'ex presidente del Consiglio, aggiungendo di aver chiesto al presidente del partito Matteo Orfini di convocare una nuova assemblea congressuale. Renzi ha ribadito la necessità che il nuovo segretario sia scelto con le primarie e non da "caminetti" ristretti. Tre i no, secondo il segretario uscente: "No agli inciuci, no ai caminetti, no agli estremisti". La decisione di posticipare di fatto le dimissioni non è gradita da alcuni esponenti di spicco del partito come il capogruppo del Pd in Senato, Luigi Zanda. "Le dimissioni di un leader sono una cosa seria, o si danno o non si danno. E quando si decide, si danno senza manovre", ha scritto in una nota.

Torna indietro
Stampa
powered by: mediaweb-grafic